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Hashtag: come usarli nel modo giusto su Instagram
Gli hashtag su Instagram rappresentano ancora oggi uno strumento fondamentale per aumentare l’engagement dei post o delle Storie, per ottenere più like e follower o raggiungere più persone interessate a determinati prodotti o servizi. Usarli correttamente significa ampliare enormemente l’esposizione dei propri contenuti.

Gli hashtag su Instagram però vanno usati con cautela: una strategia sbagliata può causare danni e nei casi peggiori l’algoritmo può anche penalizzare la pagina aziendale. Bisogna quindi selezionare solo i migliori hashtag per il proprio settore specifico e per farlo bisogna conoscere a fondo il loro funzionamento.
Cosa sono gli hashtag su Instagram
Gli hashtag su Instagram sono praticamente delle etichette utili a categorizzare i contenuti postati su una determinata pagina. Solitamente si tratta di una combinazione di lettere, numeri o emoji preceduti dal simbolo #, ad esempio #natura. Ogni hashtag classifica una specifica tematica e sono utilizzati per rendere i contenuti più facilmente trovabili.

Gli hashtag sono cliccabili. L’utente che clicca sull’hashtag, oppure effettua una ricerca all’interno di Instagram, è indirizzato a una pagina che mostra tuti i post che hanno utilizzato quello specifico hashtag. A quel punto l’utente può decidere di seguire quell’hashtag: in questo modo i post o Storie che lo utilizzeranno compariranno nel feed dell’utente, anche se non segue lo specifico creator o brand che ha utilizzato quell’hashtag.
Perché usare gli hashtag su Instagram
I motivi per usare gli hashtag all’interno dei post Instagram o delle Storie sono diversi:
- Permettono di espandere il proprio pubblico e far ottenere ai contenuti una maggiore visibilità
- Possono aumentare l’esposizione di un brand o personal brand, così da poter aumentare le interazioni e i follower
- Aiutano l’algoritmo a categorizzare al meglio i tipi di contenuti che pubblica una determinata attività, per mostrarli alle persone più interessate
- Alcune pagine tematiche molto seguite usano gli hashtag come fonte per trovare contenuti da ripubblicare: la visibilità della propria attività potrebbe avere un picco estremamente positivo se ripubblicato da una pagina con oltre 100.000 follower
Ovviamente sta al singolo utente scegliere gli hashtag giusti per la propria attività.
Come funzionano gli hashtag sui Instagram
L’utilizzo degli hashtag è molto semplice e intuitivo. L’utente pubblica una immagine, un video o una Storia su Instagram e nella parte testuale può accompagnare la descrizione con una serie di hashtag affini.

Un esempio: se si posta una foto di un cane, gli hashtag in descrizione devono essere in linea con ciò che si vede nella foto, quindi potranno essere #animali, #cane, #natura, #amantideglianimali ecc. Oppure la foto di un disegno potrebbe essere accompagnata dagli hashtag #conceptart #characterdesign #comic e #drawing.
In questo modo si riesce a catalogare i post, quindi tutti coloro che sono interessati alla tematica “animali” o “disegno” troveranno con molta più probabilità il contenuto.
I tipi di hashtag popolari
La stessa Instagram ha pubblicato sul sito ufficiale 9 tipi di hashtag popolari, che possono essere usate da utenti e aziende:
- Hashtag che indicano prodotti o servizi: possono corrispondere a parole chiave generiche che descrivono appunto il proprio prodotto o servizio, come ad esempio #scarpe o #
- Hashtag per una nicchia specifica: sono quelli che indicano settori più specifici e aiutano le aziende o professionisti a posizionarsi al meglio, ad esempio #travelblogger o #fotografiamatrimonio.
- Hashtag per le community di Instagram di un settore specifico: attorno agli hashtag si formano delle vere e proprie community, che è possibile scovare con una ricerca all’interno della piattaforma, ad esempio #panettieridiinstagram o #amantidelcibodiinstagram.
- Eventi speciali o hashtag stagionali: si tratta di quelli riferiti alle festività, periodi stagionali o giornate nazionali, come ad esempio #giornatainternazionaledelgatto o #estate2022.
- Hashtag riferiti al luogo: taggare geograficamente un proprio post su Instagram può essere molto utile, ma comunque è prassi anche inserire un hashtag che indica la posizione, come ad esempio #venetodascoprire o #napolifood.

- Hashtag giornalieri: ogni giorno della settimana si può personalizzare con un hashtag, da #LunediMattina a #motivazionedellunedì o #mercoledìdelfornetto.
- Hashtag con parole chiave pertinenti per il brand: mescolano elementi di hashtag di prodotti o servizi, di nicchia e community, dal più semplice #creatività a #amoreperilibri. Permettono di connettersi alle community esistenti per dare più visibilità a prodotti o servizi.
- Hashtag con acronimo: il più popolare è sicuramente #TBT , che sta per “Throwback Thursday”, con centinaia di milioni di po Ne esistono tanti altri, come ad esempio #qotd (quote of the day, in italiano “citazione del giorno”) oppure #ootd (outfit of the day, in italiano “look del giorno”).
- Hashtag Emoji: si tratta di hashtag che includono parole con emoji oppure solo emoji, come ad esempio #scarpe👟 o #🌞.
Quanti hashtag si possono usare su Instagram
All’interno dei post è possibile utilizzare un massimo di 30 hashtag, mentre nelle Storie possono essere inclusi un massimo di 10 hashtag. Da questo limite numerico sono nate diverse scuole di pensiero: c’è chi consiglia di usare il massimo numero di hashtag per aumentare il più possibile la visibilità del contenuto, ma c’è chi invece consiglia di non utilizzarne molti per evitare l’antiestetico “muro di hashtag”.
Non è detto che avere a disposizione 30 hashtag significhi per forza utilizzarli tutti. Ogni settore, pagina o strategia specifica di Instagram Marketing può determinare il numero di hashtag da inserire. Comunemente vengono usati 2 o 3 hashtag molto specifici per ogni post, ma alcune ricerche hanno indicato che è utile usare almeno fino a 11 hashtag per ogni contenuto.
In realtà c’è un fattore importantissimo da considerare quando si sceglie un hashtag, cioè il numero di post che lo hanno già utilizzato. Come già detto, cercando un hashtag la piattaforma indica il numero preciso di quante volte è stato usato.
Ora è possibile fare una valutazione in base a questo dato: più un hashtag è usato, più c’è concorrenza. Significa che se si usa un hashtag che compare su 1 milione di post, è più difficile che il proprio contenuto venga visualizzato dal pubblico di riferimento, perché c’è più concorrenza. Al contrario, gli hashtag meno utilizzati, quelli che corrispondono a specifiche nicchie, hanno sì meno pubblico, ma anche una concorrenza inferiore.

Quale scegliere? Un hashtag con un vasto pubblico e alta concorrenza, oppure uno meno utilizzato ma molto specifico?
Una strategia utile in tal senso potrebbe prendere in considerazione l’utilizzo di tutti e 30 gli hashtag a disposizione, ma suddivisi proprio in base alla loro popolarità, quindi usare:
- 5 hashtag usati da 0 a 10.000 post
- 10 hashtag usati da 10.000 a 100.000 post
- 10 hashtag usati da 100.000 a 500.000 post
- 3 hashtag usati in oltre 500.000 post
In questo modo si può etichettare il proprio contenuto facendo leva sia su hashtag molto popolari che su quelli di nicchia.
Come utilizzare gli hashtag nel modo giusto
Gli hashtag sono uno strumento essenziale per aumentare la visibilità dei post sui social media, ma il loro uso deve essere strategico. Non si tratta semplicemente di aggiungere parole chiave con il simbolo “#”, ma di selezionare con cura quelli più pertinenti per raggiungere il pubblico giusto.
Nel 2025, l’algoritmo di molte piattaforme social, in particolare Instagram, TikTok e LinkedIn, favorisce la qualità dell’interazione rispetto alla quantità di hashtag utilizzati. Sebbene sia ancora possibile inserire fino a 30 hashtag su Instagram, studi recenti dimostrano che l’uso ottimale si aggira tra i 3 e i 5 hashtag ben selezionati.
Per utilizzare gli hashtag in modo efficace:
- Scegli hashtag specifici: invece di usare tag troppo generici come #love o #happy, che hanno milioni di post, punta su hashtag di nicchia che attirano un pubblico realmente interessato.
- Mescola hashtag popolari e meno popolari: un mix equilibrato aiuta il post a essere scoperto facilmente. Ad esempio, su Instagram, usare un hashtag con meno di 500.000 post può migliorare la visibilità nella sezione “Esplora”.
- Evita lo spam di hashtag: l’uso eccessivo di hashtag, soprattutto ripetitivi, può penalizzare il contenuto. Alcuni social, come TikTok, favoriscono post con pochi hashtag ma altamente rilevanti.
- Utilizza hashtag brandizzati: creare hashtag specifici per un’azienda o una campagna può aumentare la riconoscibilità del brand e stimolare la partecipazione degli utenti. Un esempio è #ShareACoke di Coca-Cola, che ha incoraggiato gli utenti a condividere le loro bottiglie personalizzate.
Come scegliere i giusti hashtag
Selezionare i giusti hashtag è fondamentale per ottenere maggiore visibilità e coinvolgimento. Un errore comune è utilizzare hashtag di tendenza senza verificarne la rilevanza per il proprio contenuto.
Ecco alcuni criteri da considerare quando si scelgono gli hashtag:
- Pertinenza: l’hashtag deve essere strettamente collegato al tema del post. Un hashtag fuori contesto può portare traffico non qualificato e ridurre l’interesse del pubblico.
- Volume di utilizzo: gli hashtag con milioni di post vengono aggiornati così rapidamente che il tuo contenuto rischia di perdersi. Opta per una combinazione di hashtag ad alta (500.000-1M), media (100.000-500.000) e bassa (10.000-100.000) popolarità.
- Hashtag di settore: ogni settore ha hashtag specifici. Ad esempio, nel digital marketing, hashtag efficaci potrebbero essere #SEOstrategy o #ContentMarketing, mentre per la moda possono funzionare #StreetStyle o #SustainableFashion.
- Hashtag di brand e community: molte aziende creano i propri hashtag per fidelizzare i clienti. Ad esempio, #NikeRunClub di Nike è diventato un punto di riferimento per gli appassionati di running.
Un buon approccio è testare diversi hashtag e analizzare quali generano maggiore interazione con strumenti come Flick, RiteTag o Hashtagify.
Come nascondere gli hashtag Instagram
Se si utilizza un grande numero di hashtag ma si vuole nascondere questo fastidioso muro di testo, si possono adottare diverse strategie.
- Nascondere gli hashtag Instagram nei post: subito dopo aver scritto la didascalia del post, premere il tasto “Invio” (Enter) sulla tastiera per creare spazio sotto al testo. A questo punto digitare una serie di punti (…) o simboli simili. Ripetere per almeno quattro volte. Dopo aver digitato la quarta serie di punti, inserire gli hashtag scelti. In questo modo gli hashtag saranno visibili nella didascalia solo per gli utenti che selezionano l’opzione “vedi altro”.
- Nascondere gli hashtag Instagram nei commenti: in questo caso si deve scrivere la didascalia nel post senza includere hashtag. Una volta che il post viene pubblicato, lasciare un commento sotto al proprio post. Incollare qui gli hashtag, all’interno del commento. Se il post viene visto da smartphone, gli hashtag saranno visibili solo da coloro che sceglieranno di visualizzare “tutti i commenti”.

- Nascondere gli hashtag Instagram nelle Storie: basta scrivere gli hashtag in una storia in fase di pubblicazione. A questo punto selezionarli e ridurre la loro grandezza, rimpicciolendoli fino a renderli molto piccoli. Arrivati a questo è possibile piazzare anche una immagine o GIF sopra gli hashtag per nasconderli letteralmente.
Come trovare i migliori hashtag per Instagram
Instagram purtroppo non pubblica una lista di hashtag popolari o di tendenza, a differenza di Twitter. L’unico modo per conoscere la popolarità di un hashtag è effettuare una ricerca sulla piattaforma e vedere appunto quanti post lo utilizzano.
Cercare e trovare i migliori hashtag su Instagram è comunque vitale per aumentare la popolarità del brand, i like e i follower. Per trovare nuovi argomenti di tendenza si possono portare avanti diverse strategie, tra cui:
- Tenere d’occhio la concorrenza: non significa copiare cosa fanno gli altri, ma monitorare gli hashtag che utilizza la concorrenza è sempre utile. Può fornire un’idea su cosa sta funzionando, oppure spunti per trovare nuovi hashtag che generino nuove idee anche su alternative più creative.
- Twitter è un pozzo di informazioni: non c’è dubbio, riguardo l’attualità e ciò che fa tendenza Twitter è ancora utile per questo tipo di ricerca. Offre anche una sezione con liste di hashtag che fanno tendenza. Bisogna però essere consapevoli, essendo focalizzati sulle notizie, che non basta copiare gli hashtag di Twitter su Instagram, ma possono essere comunque utili per farsi un’idea sulle mode del momento.
- Tenere d’occhio quali hashtag usa il proprio pubblico: trovare gli hashtag utilizzati dal proprio target è un metodo molto efficace per espandere il pubblico e raggiungere quindi le persone realmente interessate alla propria attività.
I migliori strumenti per generare hashtag
Oltre la ricerca manuale, che può richiedere diverso tempo, esistono strumenti per trovare i migliori hashtag per la propria nicchia, chiamati anche generatori di hashtag.
- Hashtagify: è in grado in pochi secondi di mostrare la popolarità di uno specifico hashtag. Oltre a questo, fornisce anche una lista di hashtag simili o correlati rispetto a quello ricercato, quindi è uno strumento utilissimo per trovare nuovi hashtag.
- Tagify: hashtag for Instagram: si tratta di un’app per Android che genera 30 hashtag in base a una parola chiave indicata dall’utente.
- Top Tags: è un’app per iOS che ricerca i migliori hashtag per like, per evitare una più lunga ricerca manuale.
- Keyhole: mostra diverse informazioni per ogni hashtag, compreso il numero di tutti gli utenti che lo seguono (e che quindi vedono i post associati nel loro feed).
- Ritetag: questo strumento è invece in grado di suggerire nuovi hashtag in base al testo o alle immagini utilizzate.
Hashtag su Facebook: hanno senso?
Gli hashtag su Facebook sono stati a lungo un argomento controverso. A differenza di Twitter o Instagram, dove il loro utilizzo è più efficace, su Facebook hanno avuto risultati altalenanti. Tuttavia, nel 2025, gli hashtag possono ancora essere utili se usati con criterio.
Ecco alcuni casi in cui ha senso usare gli hashtag su Facebook:
- Campagne e contest: i brand utilizzano hashtag personalizzati per promuovere campagne, come il famoso #IceBucketChallenge.
- Eventi e webinar: hashtag come #WebSummit2025 aiutano gli utenti a trovare informazioni su un evento.
- Gruppi Facebook: negli ultimi anni, l’uso degli hashtag nei gruppi tematici è aumentato per organizzare discussioni e contenuti.
Nonostante ciò, Facebook non enfatizza gli hashtag nei risultati di ricerca come altre piattaforme. Per ottenere risultati migliori, si consiglia di usarne pochi (1-2 per post) e di combinarli con parole chiave pertinenti nella descrizione.

Hashtag su TikTok: come usarli
TikTok è una delle piattaforme dove gli hashtag hanno il maggiore impatto sulla visibilità dei contenuti. L’algoritmo di TikTok premia i video che utilizzano hashtag rilevanti e di tendenza, mostrando i contenuti a un pubblico più ampio sulla sezione “Per Te” (#ForYou, #FYP).
Ecco alcune strategie per ottimizzare l’uso degli hashtag su TikTok:
- Combina hashtag generali e di nicchia: usare solo #FYP non basta. È meglio accompagnarlo con hashtag legati al contenuto, come #FoodieTok per il food o #TechReviews per recensioni tecnologiche.
- Segui le tendenze: TikTok ha un sistema di hashtag in continua evoluzione. Monitorare gli hashtag di tendenza nella sezione “Scopri” può aiutare a intercettare i trend.
- Hashtag challenge: creare o partecipare a challenge virali è un’ottima strategia di crescita. Ad esempio, #FlipTheSwitch ha generato milioni di interazioni nel 2023.
- Hashtag geografici: se il target è locale, includere hashtag specifici come #MilanoFoodies o #RomaEventi può attrarre un pubblico più mirato.
Un errore comune è pensare che più hashtag significhino maggiore visibilità: TikTok predilige contenuti autentici, quindi è meglio mantenere gli hashtag tra i 3 e i 5 per post.
Hashtag su LinkedIn: come usarli
LinkedIn ha integrato gli hashtag nella sua piattaforma per migliorare la scoperta dei contenuti e il networking professionale. Tuttavia, il loro utilizzo è diverso rispetto a Instagram o TikTok, poiché su LinkedIn gli hashtag devono essere più orientati alla sfera lavorativa e settoriale.
Come funzionano gli hashtag su LinkedIn?
- Quando si aggiunge un hashtag a un post, LinkedIn lo utilizza per categorizzare il contenuto, aumentando la probabilità che venga mostrato a persone interessate all’argomento.
- Gli utenti possono seguire hashtag specifici, il che significa che i contenuti con quei tag appariranno direttamente nel loro feed. Ad esempio, molti professionisti del marketing seguono #DigitalMarketing o #SocialSelling.
- Gli hashtag possono essere usati nei post, nei commenti e negli articoli LinkedIn Pulse.
Strategie per usare gli hashtag su LinkedIn nel 2025
- Usa da 3 a 5 hashtag per post: L’algoritmo di LinkedIn premia l’uso moderato di hashtag rilevanti. Evita di riempire i post con troppi hashtag, perché potrebbe sembrare poco professionale.
- Scegli hashtag di settore: Opta per quelli specifici del tuo ambito lavorativo. Se sei un recruiter, potresti usare #TalentAcquisition; se lavori in fintech, #BlockchainTrends può essere un’ottima scelta.
- Bilancia hashtag popolari e di nicchia: Hashtag come #Leadership o #FutureOfWork hanno milioni di follower, ma combinandoli con hashtag più specifici (es. #HRTech per il settore HR) puoi intercettare un pubblico mirato.
- Personalizza un hashtag per il tuo brand: Molte aziende usano hashtag aziendali per raccogliere post relativi alla loro cultura aziendale. Ad esempio, HubSpot utilizza #HubSpotLife per mostrare la vita lavorativa in azienda.
Errori da evitare con gli hashtag su LinkedIn
- Usare hashtag troppo generici come #Job o #Business. Sono troppo affollati e il post potrebbe non ottenere visibilità.
- Non verificare la pertinenza: Prima di usare un hashtag, controlla il numero di follower e il tipo di contenuti associati. Alcuni hashtag possono sembrare professionali ma essere utilizzati in contesti diversi.
- Inserire hashtag casualmente: Devono essere integrati nel discorso e non messi a caso alla fine del post.
Usati nel modo giusto, gli hashtag su LinkedIn migliorano la portata organica dei contenuti, aiutano a costruire una rete professionale più mirata e facilitano l’engagement con altri esperti del settore.

Hashtag su YouTube: servono o no?
L’uso degli hashtag su YouTube è un argomento spesso sottovalutato, ma nel 2025 essi continuano ad avere un ruolo importante nella scoperta dei contenuti. Google, proprietario di YouTube, ha affinato i suoi algoritmi per migliorare la rilevanza dei video nei risultati di ricerca, e gli hashtag sono uno degli elementi che possono contribuire a questa ottimizzazione.
Come funzionano gli hashtag su YouTube?
Gli hashtag su YouTube vengono inseriti:
- Nel titolo del video – Se si aggiunge un hashtag direttamente nel titolo, apparirà in evidenza sopra il video nella pagina di visualizzazione.
- Nella descrizione – Inserire più hashtag nella descrizione aiuta l’algoritmo di YouTube a categorizzare meglio il contenuto, ma solo i primi tre hashtag verranno visualizzati sopra il titolo del video.
Gli utenti possono cliccare sugli hashtag per trovare video correlati, il che aumenta le possibilità di apparire nei risultati di ricerca e nelle sezioni “Video correlati” e “Scopri”.
Quando usare gli hashtag su YouTube?
- Per migliorare la SEO del video: gli hashtag aiutano a indicizzare meglio i video nei risultati di ricerca, soprattutto su argomenti molto specifici. Ad esempio, un video su “Come creare una landing page” potrebbe usare hashtag come #DigitalMarketing, #WebDesign, e #SEO.
- Per intercettare trend e community: usare hashtag popolari su YouTube può aumentare le possibilità di essere scoperti. Ad esempio, un video su un evento sportivo importante potrebbe includere hashtag come #ChampionsLeague2025 o #Formula1Live.
- Per creare playlist tematiche: molti YouTuber e aziende utilizzano hashtag specifici per raggruppare video correlati, facilitando la navigazione degli utenti. Ad esempio, una serie di video sulla crescita personale potrebbe essere taggata con #MindsetGrowth e #SuccessTips.
Errori da evitare con gli hashtag su YouTube
- Usarne troppi: se un video contiene più di 15 hashtag, YouTube li ignorerà tutti e potrebbe persino penalizzare il video per spam.
- Utilizzare hashtag non pertinenti: inserire hashtag molto generici o non rilevanti per il contenuto può portare a una minore rilevanza nelle ricerche e a un calo del tempo di visualizzazione, riducendo la probabilità di apparire nei suggerimenti.
- Affidarsi solo agli hashtag: mentre possono migliorare la visibilità, la chiave per il successo su YouTube resta una miniatura accattivante, una descrizione ottimizzata con parole chiave, e un titolo che incuriosisca.

Software per individuare gli hashtag migliori
Nel 2025, l’uso di strumenti dedicati è essenziale per selezionare gli hashtag più efficaci. Esistono diversi software che analizzano i trend e forniscono suggerimenti basati su dati aggiornati.
Ecco alcuni dei migliori strumenti per trovare hashtag performanti:
- Flick – Perfetto per Instagram, analizza la pertinenza e il livello di competizione degli hashtag.
- Hashtagify – Ottimo per Twitter e Instagram, aiuta a trovare hashtag correlati e suggerisce quelli più performanti.
- RiteTag – Fornisce suggerimenti in tempo reale basati su un’immagine o una descrizione del post.
- TikTok Creative Center – Uno strumento ufficiale di TikTok che mostra gli hashtag più di tendenza.
- Inflact – Un generatore di hashtag basato su intelligenza artificiale che suggerisce i migliori in base a una parola chiave.
Utilizzare questi strumenti può fare la differenza tra un post che passa inosservato e uno che diventa virale. L’importante è testare e monitorare i risultati per adattare la strategia nel tempo.
Hashtag brandizzati: sono utili?
Gli hashtag brandizzati sono un potente strumento di marketing per aziende, influencer e creator che vogliono costruire una community attorno al proprio marchio. A differenza degli hashtag generici, un hashtag brandizzato è unico e riconducibile direttamente a un’azienda, a un prodotto o a una campagna di marketing.
Perché usare un hashtag brandizzato?
- Aumenta la riconoscibilità del brand: Un hashtag personalizzato permette agli utenti di associare rapidamente determinati contenuti a un marchio. Ad esempio, #JustDoIt è ormai sinonimo di Nike, mentre #ShareACoke ha reso virale la campagna di Coca-Cola.
- Incoraggia la creazione di contenuti generati dagli utenti (UGC): I consumatori possono utilizzare l’hashtag nei loro post, contribuendo a diffondere il marchio in modo organico. Per esempio, #MyCalvins di Calvin Klein ha trasformato i clienti in ambasciatori del brand.
- Migliora il monitoraggio delle campagne: Creare un hashtag esclusivo consente di tracciare facilmente la performance di una campagna e analizzare il coinvolgimento degli utenti. Strumenti come Brand24 o Mention aiutano a monitorare la diffusione di un hashtag specifico sul web e sui social.
Come creare un hashtag brandizzato efficace?
- Deve essere breve e memorabile: Un hashtag troppo lungo o complesso rischia di essere dimenticato o digitato erroneamente. Ad esempio, #OpenYourWorld (Heineken) è chiaro e incisivo.
- Facile da scrivere e leggere: Evita giochi di parole difficili o abbreviazioni poco comprensibili.
- Legato a un’emozione o un’esperienza: I migliori hashtag brandizzati evocano un’emozione. Per esempio, #BecauseYoureWorthIt di L’Oréal trasmette un messaggio di empowerment.
- Unicità: Prima di lanciare un hashtag, verifica che non sia già utilizzato da altri brand o utenti in un contesto diverso.
Gli hashtag brandizzati sono dunque estremamente utili, ma per funzionare devono essere promossi attivamente tramite campagne pubblicitarie, influencer marketing e contenuti coinvolgenti che incentivino gli utenti a usarli spontaneamente.
Si conclude questa panoramica su come usare gli hashtag su Instagram, un mondo sempre in evoluzione e che va studiato continuamente se si vuole ottenere una popolarità costante nel tempo.